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AMBIENTE

Allarme per la creazione di sbarramenti sul Tevere... Le osservazioni del Consorzio Tiberina!

I progetti di 4 centrali idroelettriche sul Tevere nei comuni di Graffignano, Bassano in Teverina, Orte e Bomarzo per portare energia ad un’azienda privata di produzione di gas tecnici che dovrebbe sorgere ad Orte.

L’Associazione “Amici del Tevere” www.unpontesultevere.com e il Consorzio Tiberina di Roma, enti presieduti dall’ing. Giuseppe Maria Amendola, lo scorso 14 aprile aveva diramato un comunicato di grande impatto per il futuro dell’ecosistema del fiume Tevere, nel tratto in provincia di Viterbo.

“Sottoponiamo all’attenzione dei cittadini alcune notizie su quattro progetti privati presentati dalla PROTEO S.r.l., attualmente in esame alla Commissione Valutazione Impatto Ambientale - VIA e VAS del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.” Dall’area pubblica dedicata on-line dal Ministero, essi possono essere consultati entrando in “Ricerca – Progetti (VIA)” (direttamente da http://www.va.minambiente.it/Ricerca/CercaVIALibera.aspx), inserendo la parola-chiave <> e proseguendo nei dettagli dei progetti. “

I Comuni di insediamento, per limitarsi alla mera localizzazione delle centrali sono tutti in Provincia di Viterbo: rispettivamente Graffignano (località Ischiarello) Bassano in Teverina (località Pietra Amara), Orte e Bomarzo (in località Santa Lucia). Lo scopo di tutte le predette centrali è soddisfare parte del fabbisogno energetico di un’azienda di produzione di gas tecnici che sorgerà ad Orte.

L’ ing. Giuseppe Maria Amendola, come presidente del Consorzio Tiberina, ma anche in qualità di docente di “Energetica ambientale e sostenibilità” presso l’Università di Roma Tor Vergata , ricorda che sui progetti sono consentite Osservazioni del Pubblico come da http://www.va.minambiente.it/InviaOsservazione.aspx; il Ministero potrà acquisire e valutare anche Osservazioni pervenute oltre i termini di legge, compatibilmente con le tempistiche previste dal D.Lgs. 152/2006 per lo svolgimento delle attività tecnico-istruttorie e per l'espressione del provvedimento finale, che non risulta ancora emesso, dalla consultazione on-line, ma dovrebbe essere ormai assai prossimo.

Lo sconvolgimento idro-geologico, ambientale e paesaggistico di 25 chilometri del corso del Tevere.

Gli effetti che ipotizza l’Associazione Amici del Tevere sono ovviamente paesaggistici, idraulici, ambientali in genere e nella fruizione, in termini di navigabilità, eco-turismo, intermodalità sostenibile interregionale, sia nelle fasi della costruzione che dell’esercizio delle Centrali.

Il progetto delle centrali idroelettriche prevede la creazione di sbarramenti al corso naturale del fiume Tevere che di fatto apporteranno dei danni di carattere idraulico, ambientale, paesistico, con pesanti ripercussioni per l’intermodalità naturale costituita dalla già programmato progetto di realizzazione nei pressi delle sponde fluviali di piste ciclo-pedonabili, progetto questo in attesa di finanziamento da parte della regione Lazio.

L’ing. Amendola ha sottolineato che “ i progetti sono altamente impattanti: tra sbarramento, centrale idroelettrica a terra, locali di controllo e paratie ad arco, l’ingombro risulterebbe di 130 metri da una sponda all’altra. Si tratta di sbarramenti totali, per cui, ad esclusione di alcune piccole opere che consentono il passaggio di pesci, impedirebbero ogni tipo di navigazione.”

Gli sbarramenti totali - oltre a rendere impraticabile la navigazione da diporto e quella sportivo-amatoriale di tanti canoisti, pratiche sportive su cui tanti comuni della Teverina stanno puntando per la valorizzazione turistica ed il godimento dell’ambiente fluviale - “di fatto interromperanno l’utilizzo del “bene pubblico” fiume Tevere per uno scopo totalmente privato”, quale quello della creazione di energia elettrica destinata esclusivamente all’approvvigionamento di un’azienda di produzione gas tecnici che sorgerà ad Orte.

Le osservazioni sulla compatibilità dei progetti con i piani paesistici, di tutela delle acque e dei piani di sviluppo rurale di Lazio e Umbria.

Inoltre l’ing. Amendola a nome del Consorzio Tiberina pone in risalto le problematiche procedurali relative agli studi di impatto ambientale prodotti dalla società Proteo, che ha proposto la realizzazione delle quattro centrali, in quanto “ per l’Umbria, anch’essa interessata dal progetto, sono assenti gli strumenti di pianificazione regionali, quali il piano territoriale, il piano paesistico regionale, quello di sviluppo rurale, il piano di tutela delle acque, nonché il piano paesistico della provincia di Terni. Una gravissima lacuna dello studio di fattibilità delle opere.” Inoltre il Consorzio Tiberina rileva e informa i cittadini che la “sintesi non tecnica”, il documento pubblico depositato nei comuni interessati dalla centrali per informare i non tecnici delle caratteristiche delle opere, secondo, l’ing. Amendola: “ il documento è stato fatto malissimo, è totalmente carente di notizie e redatta com’è da tecnici progettisti, il fatto è significativo”.

La valutazione della quattro centrali, ad avviso del Consorzio Tiberina, è stata fatta dalla società proponente singolarmente, “mentre il progetto andrebbe valutato complessivamente, in quanto interessa ben 25 chilometri del fiume Tevere oltre alla realizzazione di un elettrodotto di trasferimento dell’energia dalle quattro centrali all’azienda di Orte, che a seguito degli eventuali lavori e dell’entrata in funzione degli impianti verrebbe alterato dal punto di vista degli ecosistemi presenti, dell’evoluzione morfologica dei trasporto dei sedimenti, trasformando, di fatto, quel tratto di fiume in un lago, con tutte le implicazioni biologiche e ambientali facilmente prevedibili.”

Appello ai comuni della valle del Tevere di Lazio e Umbria, alle province, alle associazioni, partiti e singoli cittadini: le possibili alternative al progetto con potenziamenti di centrali esistenti.

Da ultimo, l’ing. Amendola ricorda che i quattro comuni (Graffignano, Bassano in Teverina, Orte e Bomarzo) ove sono stati depositati i progetti, i comuni dell’Umbria Alviano, Amelia, Attigliano, Giove, Lugnano in Teverina, Narni, Otricoli, Penna in Teverina, le province interessate, i cittadini singoli, le associazioni, i partiti, le organizzazioni sindacali possono ancora presentare osservazioni al Ministero dell’Ambiente, che per legge è tenuto a tener presente di quelle osservazioni e opposizioni formulate al fine dell’emissione del proprio parere di Valutazione ambientale.

Un’ultima domanda: lo stesso fabbisogno di energia elettrica richiesto non potrebbe essere prodotto con il potenziamento delle centrali pubbliche e private già operanti sul territorio delle regioni Lazio e Umbria ?

Stefano STEFANINI     09/5/2012