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Legambiente si rivolge alla presidente Polverini :“La Regione non tolga i fondi europei destinati al potenziamento del trasporto pubblico nel Lazio”

“Le scriviamo in vista dell’incontro del comitato di sorveglianza Por Fesr 2007/2013 che si terrà nelle prossime ore, per chiedere con forza di rivedere la scelta di definanziare l’asse 3 del Por Fesr, dedicato al potenziamento delle infrastrutture di trasporto pubblico, per i prossimi anni”.

Inizia così la lettera inviata dal presidente e dalla direttrice di Legambiente Lazio, Lorenzo Parlati e Cristiana Avenali, al Comitato Sorveglianza Por Regione Lazio, alla presidente Renata Polverini, agli assessori al Bilancio e ai Trasporti, Stefano Cetica e Francesco Lollobrigida.

“La proposta di riprogrammazione presentata pochi giorni fa al tavolo di partenariato socio economico regionale –scrivono Parlati e Avenali- vede in sostanza la completa cancellazione dei soldi previsti nella vecchia programmazione, che per la parte Fesr passerebbero da 241 a 41,6 milioni.

Complessivamente il piano per il ‘miglioramento della qualità e dell’efficienza del Tpl, potenziamento della rete infrastrutturale e dei nodi di scambio’ approvato nel 2008 dalla Regione Lazio prevedeva uno stanziamento nel settennio di 590 milioni dei quali 241 milioni di fondi Fesr, 279 milioni di fondi Fas e 70 milioni di fondi regionali. Con la nuova proposta, non solo i 279 milioni di fondi Fas vengono tutti destinati al piano di rientro sanitario, ma anche i 200 milioni di fondi Fesr sarebbero spostati su altri assi e attività, lasciando sull’asse 3 solo 41,6 milioni, in sostanza per iniziative già avviate (tra le quali il sistema di bigliettazione elettronica e il piano di infomobilità) e senza avere alcuna certezza su eventuali fondi regionali sostitutivi”.

“Tra gli investimenti previsti nel piano –sottolineano il presidente e la direttrice di Legambiente Lazio- ve ne sono di fondamentali per la mobilità del Lazio che non possono essere messi in discussione, a nostro avviso, tra i quali: il raddoppio della ferrovia Campoleone-Aprilia per oltre 30 milioni, l’acquisto di nuovi treni per 35 milioni e di nuovi bus per 49 milioni, il piano di sicurezza per le stazioni per 55 milioni, un programma per i nodi di scambio per 33,6 milioni. La spesa che fagocitava molti dei soldi era il parziale raddoppio della Roma-Viterbo per ben 326 milioni, che Legambiente sin dalla prima presentazione del piano aveva proposto di ridiscutere, prevedendo un project financing che sulla base di più limitati investimenti pubblici attivasse fondi privati arrivando quindi allo stesso necessario risultato, liberando però risorse per le altre linee ferroviarie pendolari, in particolare sul nodo di Roma, per avere ricadute positive in tutta la Regione”.

Negli ultimi dieci anni i numeri del trasporto ferroviario sono cresciuti moltissimo, i pendolari che viaggiano ogni giorno sulle ferrovie nel Lazio sono raddoppiati, passando da 187 mila a oltre 350 mila, ai quali si aggiungono i 200 mila delle ferrovie concesse. Numeri destinati a crescere ancora, secondo le stime di Legambiente, fino a 472mila passeggeri trasportati ogni giorno nel vicino 2015 sulle sole ferrovie regionali (con un incremento del 35%), che richiederanno almeno 40 nuovi treni, oltre a consistenti interventi di manutenzione sui 115 che circolano oggi ogni giorno e un assetto nuovo del nodo di Roma, con il quadrupicamento di alcune strozzature come quella di Campoleone ma anche completando finalmente l’anello ferroviario a nord tra la stazione Nomentana e Tor di Quinto, con la creazione di tre linee di attraversamento della città, aumentando la possibilità di interscambio nell’area urbana. Per il Cotral i numeri sono ugualmente importanti ma le condizioni di viaggio dei 104 milioni di viaggiatori annui quasi drammatiche, rispetto ai mezzi, alle fermate, alle informazioni delle 9.000 corse giornaliere dei 4.554 collegamenti/linee, con 81,5 milioni di vetture/km all'anno.

“Crediamo che in questa fase di crisi e riduzione delle risorse pubbliche si debbano scegliere con molta attenzione gli investimenti da effettuare –concludono Lorenzo Parlati e Cristiana Avenali- e ad esempio alcuni singolari progetti come un ascensore a Manziana per 1,2 milioni si debbano cassare, ma i 560mila pendolari del Lazio non possono assolutamente rinunciare a migliorare la situazione di emergenza nella quale vivono tutti i giorni, va data una risposta a quei cittadini, servono treni e bus più frequenti e puntuali, nuovo materiale rotabile e nuovi autobus, più puliti e meno affollati, biglietterie, informazioni.

Va data una risposta alla domanda di trasporto pubblico sempre maggiore nelle aree metropolitane, contro traffico, congestione e inquinamento, tanto più in questo momento in cui è fondamentale ridurre le emissioni di CO2 per battere il riscaldamento globale, realizzando interventi che messi insieme rappresentano per il Lazio la nuova grande utile opera pubblica del secolo. Per questo chiediamo di mantenere le previsioni di investimento per l’asse 3 della mobilità, opere che garantirebbero peraltro lavoro e occupazione, favorendo l’uscita dalla crisi molto più di generici fondi ‘a pioggia’ per l’innovazione delle imprese”.

Stefano STEFANINI     20/12/2010