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Le Piste ciclabili: vere e proprie infrastrutture del benessere.

Le piste ciclabili sono da considerare vere e proprie infrastrutture del benessere per i nostri cittadini e, per questo, non possono essere pensate come pezzi estemporanei di un piano complessivo. Ma proprio perché il benessere della comunità non è solo economico, la vera sfida che, da vicepresidente Anci, tutti i sindaci italiani hanno davanti è di tarare i piani di sviluppo delle nostre città sull’indicatore di benessere equo e sostenibile, inserito nell’ultimo Documento di Economia e Finanza”.

Lo ha sottolineato Matteo Ricci, vice presidente di Anci e sindaco di Pesaro, portando la testimonianza di uno dei Comuni più bike friendly in Italia alla presentazione del primo Rapporto sull’economia della bici in Italia e sulla ciclabilità nelle città, realizzato da Legambiente in collaborazione con VeloLove e GRAB+.

Ad assicurare al Comune di Pesaro la leadership di Legambiente è stato il progetto denominato Bicipolitana, una metropolitana in superficie, dove le rotaie sono i percorsi ciclabili e le carrozze sono le biciclette.

“Siamo partiti nel 2003 mutuando il modello utilizzato dalle subway metropolitane di tutto il mondo che collegano diverse zone della città, permettendoti uno spostamento rapido, con zero spesa, inquinamento e stress”, ha spiegato Ricci orgoglioso dei risultati raggiunti (già 86 km di piste realizzabili,) e sicuro di conseguirne di altri (arrivare almeno a 100 km).

Il sindaco pesarese, ripercorrendo il progetto, ha indicato due ostacoli che ha dovuto superare: “la convinzione generale che ogni euro speso in piste ciclabili fosse tolto alla manutenzione delle strade; invece, visto che ormai un cittadino su tre usa la bici per gli spostamenti urbani, abbiamo anche contribuito a risolvere il problema del traffico”, ha spiegato.

Dall’altro la resistenza degli operatori economici. “Nel caso della linea tra il porto di Pesaro e di Fano abbiamo dovuto obbligare i proprietari degli stabilimenti balneari a spostare in avanti i lidi rimodernandoli, e questo ha creato parecchi malumori. Ora – ha ricordato Ricci – i bagnini sono molto contenti visto che la maggior parte dei pesaresi raggiunge i lidi in bicicletta e lungo la linea sono sorti anche alcuni locali molto frequentati”.

Ma il successo dell’esperienza pesarese – come rileva il rapporto – è legato soprattutto ad un approccio integrato alla mobilità ed alla vivibilità complessiva. “Una volta che abbiamo raggiunto tutti i quartieri anche i più periferici abbiamo pensato di stabilire una moderazione a 30 o 20 km ora della velocità dei veicoli a motore, per rendere più fruibile l’accesso alla via principale della Bicipolitana”, ha sottolineato il sindaco.

Infine, il vice presidente Anci si è augurato che l’esperienza pesarese venga replicata in altre città, anche se meno pianeggianti o più grandi. “Sappiamo che il segmento della bici elettrica e della pedalata assistita è in forte sviluppo, non è detto che il nostro progetto non possa attuarsi in altre realtà con tutti i dovuti accorgimenti”.

Il ministro per le Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio ha precisato: “Il tema della ciclabilità va affrontato con un diverso approccio culturale, partendo innanzitutto dalla consapevolezza che le ciclovie vanno considerate una parte integrante del sistema nazionale delle infrastrutture.

Negli ultimi due anni ne sono state realizzate ben 10 nuove ciclovie ed il governo ha messo a disposizione 270 milioni da integrare poi con risorse regionali”. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio intervenendo alla presentazione di A BI CI”, il primo Rapporto sull’economia della bici in Italia e sulla ciclabilità nelle città, realizzato da Legambiente insieme con VeloLove e GRAB+.

Delrio ha sottolineato come sulla mobilità a due ruote i cittadini e la società “sono forse più avanti della politica, come avviene anche sulla questione del trasporto pubblico locale. Il nostro problema – ha affermato – non è stimolare la domanda degli utenti, quanto quello di aumentare l’offerta”.

Il responsabile delle Infrastrutture ha poi auspicato anche un cambiamento di approccio da parte di tutte le amministrazioni comunali. “Non basta disegnare le strisce per rendere ciclabile la città, bisogna avere un piano e delle direttive precise ed organiche.

Purtroppo – ha detto il ministro ciclista – nelle città c’è una gerarchia inversa, le auto comandano e gli altri, bici in testa, si adattano, il nostro obiettivo è invertire questo teorema portando le auto in secondo piano”.

Da questo punto di vista Delrio ha fatto cenno ad alcuni incentivi previsti dal Documento Economia e F a sostegno dei sindaci che vorranno sposare una linea di mobilità sostenibile. “Nel piano nazionale dei trasporti allegato al Def, ci sono risorse mirate destinate alle amministrazioni comunali che presenteranno piani di mobilità urbana, secondo una logica globale e sostenibile per le proprie comunità”.

STEFANO STEFANINI     16/05/2017