Direttore Responsabile : Dr. Stefano STEFANINI

SASSOLINI NELLE SCARPE

.....A..N..S..A.....

IL FARO CHE TRACCIA LA ROTTA PER L'INFORMAZIONE... L I B E R A

LA REDAZIONE     11/0/2015

COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

Articolo 21 - Primo Comma -

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione.

EDITORIALE

Benvenuti nell'Agenzia di Stampa di Lazio Federale. A differenza di altri abbiamo ritenuto dover scindere l'area giornalistica da quella istituzionale per non appesantire la seconda e poter efficacemente dialogare con i nostri Associati utilizzando la prima.

Cercheremo di costruire insieme una valida alternativa ad un sistema di governo del territorio non piu' in linea con le istanze e le richieste che i Cittadini propongono a coloro i quali chiedono il loro sostegno per essere eletti. Noi riteniamo che SOLO chi e' nato o e' residente in un Territorio sia in grado di affrontare e, possibilmente, risolvere le problematiche di quel territorio.

Abbiamo l'orgoglio di poter affermare che siamo nati nella Regione Lazio, che vi abbiamo vissuto, fatto nascere i nostri figli, ci lavoriamo e conosciamo i problemi della NOSTRA Regione.

Vogliamo dare risposte dinamiche ai problemi che abbiamo nel Lazio e, col VOSTRO aiuto, riusciremo a vincere le sfide che la Storia e il NOSTRO futuro ci propongono.

Grazie della Fiducia che ci accorderete.

C R O N A C A

ENCICLICA SULL'AMBIENTE

LA PROSSIMA LETTERA ENCICLICA SULL’AMBIENTE DI PAPA FRANCESCO. IL DONO E LA CUSTODIA DEL CREATO PER UNA ECOLOGIA UMANA E AMBIENTALE.

Negli ambienti ecclesiali e della tutela ambientale i parla diffusamente della prossima enciclica del Papa che viene annunciata per questo mese di giugno.. Sarà dedicata al dono del Creato e alla sua custodia: l'argomento è tra i più dibattuti e seguiti. Del resto, non passa giorno senza che non vengano posti all'attenzione internazionale i problemi della Terra, la inarrestabile scomparsa di zone vergini, la popolazione che ha superato i sette miliardi, l'inquinamento, i rifiuti, le politiche energetiche.

Il "giardino violato" invoca una nuova cultura e azioni di operosa custodia e di interventi di concreta valorizzazione.

La Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace e La Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo hanno elaborato nel 2014 un documento in occasione della Giornata Mondiale per la Custodia del Creato che la Chiesa di Roma ha istituito per il 1 settembre di ogni anno.

La riflessione dei Vescovi raccoglie tante dolorose analisi e ben descrive lo smarrimento che vivono molti territori inquinati in Italia e nel mondo, fornendo anche delle soluzioni ispirate allo spirito evangelico e agli insegnamenti del Concilio Vaticano II e da ultimo di papa Francesco. Se viene spezzata l’armonia creata dall’alleanza con Dio, si spezza anche l’armonia con la terra che langue, si diventa nemici versando sangue su sangue e il nostro cuore si chiude in paura reciproca, con falsità e violenza.

La nostra Terra è quel giardino in cui Dio ha collocato l’uomo, fin dall’inizio, perché lo custodisse e lo lavorasse. Scrive papa Francesco: “Come esseri umani, non siamo meri beneficiari, ma custodi delle altre creature. Mediante la nostra realtà corporea, Dio ci ha tanto strettamente uniti al mondo che ci circonda che la desertificazione del suolo è come una malattia per ciascuno e possiamo lamentare l’estinzione di una specie come fosse una mutilazione! Non lasciamo che al nostro passaggio rimangano segni di distruzione e di morte che colpiscono la nostra vita e le future generazioni” (Evangelii gaudium 215).

L’ambiente appare come un “giardino violato”

In particolare, oggi possiamo rilevare alcune aree critiche dove il degrado è particolarmente evidente, dove questa rottura dell’alleanza primitiva diventa devastante. Anzi, spesso il degrado esterno manifesta la corruzione interiore del cuore e dei valori fondativi della vita.

1. In primo luogo, viviamo con terrore l’inquinamento, che in vaste aree del pianeta si fa sempre più pervasivo. Non sempre le attività produttive sono condotte con il dovuto rispetto del territorio circostante. La sete del profitto, infatti, spinge a violare tale armonia, fino alla diffusione nell’ambiente di veri e propri veleni. Con situazioni estreme, che diventano purtroppo fonte di tumori. Non sempre ci accorgiamo subito di questa violenza contro il territorio. Anzi, spesso è mistificata ed altre volte viene addirittura giustificata.

Di fatto, la consapevolezza davanti a questi comportamenti criminali richiede tempi lunghi. Matura sempre lentamente, spesso solo tramite la dedizione, eroica, di chi, facendo il proprio lavoro con serietà, è come se si immolasse per creare tra la gente una adeguata coscienza della gravità del problema.

2. Pure molto gravi sono le conseguenze disastrose determinate da eventi meteorologici estremi. In questi ultimi mesi, per le inattese bombe d’acqua, si registrano anche morti, oltre a distruzioni immani di case, fabbriche e strade. Tutto un territorio è messo in ginocchio. E spesso le città colpite restano sole o avvolte da una solidarietà solo emotiva, superficiale. La cosa più grave è la carente consapevolezza da parte della comunità civile nazionale circa le vere cause che a monte determinano questi tristi eventi! Restiamo sì addolorati, ma poco riflettiamo ed ancor meno siamo disposti a cambiare, per mettere in discussione il nostro stile di vita!

3. Un terzo fattore di gravità è rappresentato dalla mancanza di una vera cultura preventiva davanti ai tanti disastri sociali e meteorologici. È l’aspetto culturale del problema, di certo l’aspetto più preoccupante, perché completa il quadro globale della violazione del giardino di Dio: “Siamo infatti tutti chiamati a prenderci cura della fragilità del popolo e del mondo in cui viviamo” (Evangelii gaudium 215)

Impegni conseguenti

Oggi la coscienza ecologica è in consolante crescita, ovunque. Anche con dolorose contrapposizioni tra ambiente e lavoro. Specie nelle città industriali. Certo, proprio questa accresciuta consapevolezza del dono ricevuto da Dio ci spinge a garantire un ambiente sostenibile, per noi e per i nostri figli, nella gioia di godere della bellezza del giardino. Con una parola chiave: custodire.

Il papa ha incoraggiato i credenti e gli uomini di buona volontà fin da subito: “La vocazione del custodire non riguarda solamente noi cristiani perché ha una dimensione che precede e che è semplicemente umana, riguarda tutti. È l’avere rispetto per ogni creatura di Dio e per l’ambiente in cui viviamo”.

1. La priorità dell’impegno culturale. La custodia della terra ci chiede di amarla, vigilando con matura consapevolezza. La terra ci appartiene. Tutti siamo chiamati a questo compito che si fa premura già nelle scuole accrescendo la coscienza ecologica viva tra i giovani. Si tratta di concretizzare quella “conversione ecologica” che ci porta a ritrovare il gusto per la bellezza della terra e lo stupore davanti alle sue meraviglie. Abbiamo cioè bisogno di un’economia capace di generare lavoro senza violare la terra, valorizzandola piuttosto come ricchezza produttiva e come crescita sociale.

Si pensi alla interconnessione tra rispetto dell’ambiente, agricoltura, turismo e benessere sociale. Solo insieme si cresce. Solo insieme saremo competitivi, proprio perché rispettosi della tipicità con cui Dio ha costruito l’armonia dei colori, delle lingue, delle culture e dei volti.

2. La denuncia davanti ai disastri ecologici. Ma la custodia del creato è fatta anche di una chiara denuncia nei confronti di chi viola quest’armonia del creato. È una denuncia che spesso parte da persone che si fanno sentinelle dell’intero territorio, talvolta pagando di persona. Siamo loro profondamente grati, perché ci hanno insegnato un metodo: ci vuole sempre qualcuno che, come sentinella, coglie per primo i problemi e rende consapevole tutta la comunità della gravità della situazione. Specie davanti ai rifiuti.

Chi ha inquinato deve consapevolmente pagare, riparando il male compiuto.

In particolare va bloccata la criminalità che ha speculato sui rifiuti, seppellendoli e creando occasione di morte, distruggendo la salubrità dell’ambiente. Ma anche le nostre piccole violazioni quotidiane vanno segnalate, quando siamo poco rispettosi delle regole ecologiche...

3. La rete di speranza. Siamo chiamati a fare rete lasciandoci coinvolgere in forme di collaborazione con la società civile e le istituzioni. Va maturata insieme una rinnovata etica civile. Per questo è preziosa la dimensione ecumenica con cui è vissuta la giornata della custodia del creato. È importante che nessuno resti spettatore, ma tutti attori, accrescendo la cultura ecologica. Conclude il Documento dei Vescovi: “ matureremo così una vera cultura preventiva, trovando la forza per riparare le ferite in modo fecondo. Solo così, tramite questa rete, potremo andare alle radici profonde dei disastri sociali ed ecologici, superando la superficiale emozione del momento. Tanti nostri stili di vita vanno cambiati, per assumere la sobrietà come risposta autentica all’inquinamento e alla distruzione del creato. Del resto, una terra custodita è la prima fonte di lavoro per i giovani! Siamo in un tempo di crescente consapevolezza ecologica. I giovani poi ne sono sentinelle vigili ed efficaci.”

STEFANO STEANINI     13/06/2015

L'OSSERVATORIO POLITICO

CORRADO PASSERA A VITERBO

MARTEDI 16 GIUGNO “MEETING PER LO SVILUPPO DELLA TUSCIA”: CORRADO PASSERA A VITERBO CON “ITALIA UNICA DELLA TUSCIA” ALL’HOTEL SALUS TERME.

Corrado passera, sarà a Viterbo per presiedere alle ore 17 presso l’Hotel Salus Terme il Convegno programmatico “MEETING PER LO SVILUPPO DELLA TUSCIA”: la formazione Italia Unica voluta da Corrado Passera – che recentemente ha offerto la sua disponibilità alla candidatura a sindaco di Milano, come attenzione alle questioni di governo delle città e del teritorio - intende attuare un impegno politico che superi le vecchie pratiche politiche di potere di scambio e di gestione di interessi privati, camuffati da scelte populistiche.

Prima dello svolgimento della manifestazione “MEETING PER LO SVILUPPO DELLA TUSCIA” di Italia Unica, riteniamo svolgere alcune riflessioni sulla collocazione ed il ruolo che la nuova forza politica interpreterà nel panorama nazionale e provinciale.

Di questi giorni è l’annuncio della disponibilità alla candidatura di Corrado Passera a sindaco di Milano, è un segno chiaro dell’attenzione al territorio ed al buon governo delle città. Le proposte programmatiche sulle quali Italia Unica intende sensibilizzare i cittadini saranno illustrate nel CORSO DELLA MANIFESTAZIONE DI VITERBO. Il Convegno di Viterbo, sarà un ulteriore momento di ascolto dei bisogni del territorio e di mobilitazione a cominciare dalle tre proposte sulle quali Italia Unica ha impegnato sinora la sua strategia: 1.proposta di un bonus di 5.000 euro netti l’anno, che le famiglie ricevono per ogni bambino, fino ai cinque anni di età compresi; 2.dimezzare l’IRES, l’imposta sul reddito delle società, portando l’aliquota dall’attuale 27,5% al 13,75%; 3.incentivi per chi acquista con sistemi di pagamento elettronici come bancomat e carte di credito.

Il programma nazionale che i Cittadini potranno valutare è suddiviso per capitoli, in cui spiccano idee innovative come il riavvio dello sviluppo con risorse di 400 miliardi per una cura economica shock, un taglio di 50 miliardi di tasse a famiglie ed imprese e abbattere il debito pubblico, il collegamento tra crescita, impresa e lavoro, meno e migliore burocrazia, istruzione con una proposta articolata di riforma della scuola italiana, misure per ridurre il peso e migliorare la burocrazia, la salute e la famiglia, le misure per migliorare la giustizia, la sicurezza e attribuire in modo equilibrato i nuovi diritti civili, le misure proposte per un’Italia che si riappropri del protagonismo che le compete in Europa e nel mondo.

Simonetta Badini, coordinatrice di Italia Unica nella provincia Viterbo è una imprenditrice, è editore della testata Econews. Si occupa di green economy e sviluppo sostenibile e responsabile dei territori.

Italia Unica Tuscia intende presentarsi alla cittadinanza di Viterbo e provincia come una nuova compagine propositiva che approfondirà martedi 16 all’Hotel salus Terme le sue progettualità programmatiche di sviluppo, per risollevare le sorti di una provincia colpita da una crisi allarmante. I responsabili di Italia Unica Viterbo intendono dedicare un’ attenzione prioritaria alle problematiche infrastrutturali e di esaltazione del patrimonio storico-culturale, in quanto ritenuti essenziali per la crescita.

Corrado Passera interviene a Viterbo per parlare di crescita territoriale. Uno scambio costruttivo e innovativo sulle priorità per l’economia viterbese. Sono previsti interventi di : Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Federterme su “Termalismo, volano di crescita per il territorio”, Ivan Stomeo, presidente BAI – Borghi Autentici d’Italia – su “Centri storici, un patrimonio da tutelare e valorizzare” Simone Vieri, docente Università di Roma “La Sapienza” Facoltà di Economia, Dipartimento di Management – che approfondirà il tema “ Agricoltura. Settore strategico per lo sviluppo” e Bernardino Porciani, Architetto – che tratterà “La priorità infrastrutturale per uscire dall’isolamento”. La presentazione dell’evento sarà curata di Simonetta Badini, esperta di sviluppo sostenibile dei territori e referente di Italia Unica nella Tuscia .

Il collegamento inscindibile tra Agricoltura, Ambiente e Paesaggio dovrà essere concretamente declinato come tutela delle peculiarità della Tuscia, nella sua varietà di unicità ambientali . Dal mare ai laghi, dalle colline alla valle del Tevere, dall’archeologia ai luoghi suggestivi, di valore religioso e storico-ambientale che attraversano praticamente tutti i periodi storici, con testimonianze architettonico-monumentali e artistiche che spaziano dagli Etruschi e Romani, al Medioevo, sino al Rinascimento e all’archeologia agricolo-industriale di interessanti siti della produzione, delle reti viarie, dei trasporti e delle dimore storiche, realizzati dal XVII al XX secolo. Tutto questo patrimonio è a disposizione di privati, volontariato e istituzioni per coniugare la tradizione di mestieri con il lavoro agricolo, artigianale e picccolo-industriale, con le eccellenze delle tipicità enogastronomiche e la presenza agrituristica e termale, l’innovazione e la ricerca dell’Università della Tuscia, i Turismi di qualità, esclusività e di innovazione.

E’ determinante rivedere il quadro della mobilità e dei trasporti in questo tratto di Italia centrale. Da qui l’idea di realizzare un collegamento ferroviario ad alta velocità in grado di collegare per la prima volta grandi realtà come Civitavecchia e Orvieto con Viterbo, attraverso il nodo intermodale di Orte, strategicamente rilevante per l’intero Paese. Senza un sistema infrastrutturale significativo questa provincia è destinata a un declino irreversibile, perdendo la possibilità di sfruttare le grandi risorse di cui dispone, come le bellezze storico-ambientali, la vocazione agricola, gli impianti termali.

Occorre offrire parallelamente una infrastruttura immateriale adeguata, una rete tecnologica a banda larga che renda il territorio attrattivo e globalmente connesso. Sul fronte del patrimonio artistico -culturale, Italia Unica Viterbo intende attuare azioni di rigenerazione e rinnovamento, per ridare energia e vitalità ai centri storici, con l’attuazione di un processo di propagazione e dilatazione del polo universitario (Università diffusa), sulla base di un’esperienza positiva già realizzata in altre aree.

Italia Unica vuole porsi con un approccio innovativo e propulsivo ed è pronta a dialogare con le altre forze del territorio, siano esse politiche, prioritariamente nell’ambito del Polo popolare e liberaldemocratico, della società civile e culturale, per condividere tali visioni programmatiche, affinché possano trovare sinergiche vie di concreta attuazione. I fatti realizzati con il concorso dei cittadini e le prossime prove elettorali saranno il banco di prova della validità dell’impegno e delle intuizioni di Italia Unica per la Tuscia.

STEFANO STEFANINI      13/06/2015

S A T I R A

UN QUESITO ANGOSCIOSO

CHE COSA SI PUO' TASSARE ANCORA ???

OctoPus-OP     04/05/2015

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