Direttore Responsabile : Dr. Stefano STEFANINI

SASSOLINI NELLE SCARPE

UN ESEMPIO DELLO SPORT E DELLA VITA: FRANCESCO TOTTI.

Strano destino quello di questo atleta. E' vissuto nel suo stesso mito che si è unito a quello della sua città. Ben poco si sa dell'Uomo, delle sue debolezze, della sua vita di marito e di padre se non quello che lui ha voluto far sapere e questo gli rende onore. Francesco Totti non ha mai parlato di sè, dei suoi sogni, delle sue delusioni, dei suo dubbi e delle sue certezze. Francesco Totti, pur uomo pubblico, è riuscito ad immergersi nella sua personale, fitta nebbia che lo ha, in fondo, protetto dagli sciacalli indiscreti che avrebbero usato le sue verità nascoste per trasformarle in un irriverente spettacolo circense. Auguri, Francesco: continua ad essere Uomo, continua ad essere Ambasciatore di romanità e di Roma nel Mondo. Semplicemente, continua ad essere sempre e solo TE STESSO: grazie da parte di tanti, di tutti quelli che hanno rispettato l'Uomo che è in te e lo sportivo generoso che sei.

OctoPus-OP     16/05/2017

COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

Articolo 21 - Primo Comma -

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione.

EDITORIALE

Benvenuti nell'Agenzia di Stampa di Lazio Federale. A differenza di altri abbiamo ritenuto dover scindere l'area giornalistica da quella istituzionale per non appesantire la seconda e poter efficacemente dialogare con i nostri Associati utilizzando la prima.

Cercheremo di costruire insieme una valida alternativa ad un sistema di governo del territorio non piu' in linea con le istanze e le richieste che i Cittadini propongono a coloro i quali chiedono il loro sostegno per essere eletti. Noi riteniamo che SOLO chi e' nato o e' residente in un Territorio sia in grado di affrontare e, possibilmente, risolvere le problematiche di quel territorio.

Abbiamo l'orgoglio di poter affermare che siamo nati nella Regione Lazio, che vi abbiamo vissuto, fatto nascere i nostri figli, ci lavoriamo e conosciamo i problemi della NOSTRA Regione.

Vogliamo dare risposte dinamiche ai problemi che abbiamo nel Lazio e, col VOSTRO aiuto, riusciremo a vincere le sfide che la Storia e il NOSTRO futuro ci propongono.

Grazie della Fiducia che ci accorderete.

C R O N A C A

AMBIENTE E INFORMAZIONE

La proposta scaturita dal Convegno di Orte. “Comunicare è sociale”. La carta di Olbia su Informazione e tutela ambientale. La proposta di riconoscimento come carta deontologica della professione giornalistica.

La proposta sottoposta da chi scrive al Convegno di Orte. “Comunicare è sociale”. La carta di Olbia su Informazione e tutela ambientale. La proposta di riconoscimento come carta deontologica della professione giornalistica .

A conclusione del convegno “Informazione e tutela dell’ambiente”, i giornalisti dell’Unione Cattolica Stampa Italiana, riuniti per tre giorni a Olbia, Tempio Pausania e Porto Cervo - dopo avere ascoltato numerose relazioni di esperti, autorità e protagonisti sui disastri ambientali che hanno funestato questa parte della Sardegna negli ultimi anni e averne ricordato le vittime, e ispirandosi alle proposte e agli stimoli della Lettera enciclica di Papa Francesco “ Laudato Si’ “ - il 18 ottobre 2015 hanno approvato una dichiarazione destinata a trasformarsi in una Carta deontologica sulle tematiche della tutela ambientale e l’informazione.

Il convegno dell’Unione Cattolica Stampa Italiana “Informazione e tutela dell’ambiente” di Olbia si è concluso il 18 ottobre 2015 con una dichiarazione sull’impegno di vigilanza dei giornalisti sulle politiche di tutela ambientale e sul contrasto dei danni ambientali, che prende il nome di “Carta deontologica di Olbia”.

Il documento di Olbia prende atto che “nella odierna realtà dei sistemi di comunicazione, caratterizzata da rumore dispersivo e da mezzi personali di connessione che spingono all’individualismo, la professione giornalistica è in evidente crisi ma conserva un ruolo insostituibile a favore della coesione sociale, della legittimazione della politica in contrasto con la regressione populista, della possibilità concreta di reinventare le ragioni di fondo della pace e del vivere civile, anche di fronte a fenomeni epocali come il riscaldamento globale e le migrazioni. Appare evidente che pace, giustizia e salvaguardia del creato sono tre questioni del tutto connesse, e che la questione ambientale presenta un punto di rottura.” “Noi siamo convinti - si legge ancora nel documento dell’UCSI - che i giornalisti debbano svolgere un ruolo importante nel sollecitare la società a affrontare questi problemi, e che così facendo i giornalisti stessi possano trovare risposte a quella carenza di credibilità della categoria che è forse la causa principale della crisi professionale.”

Il diritto alla terra e alla sua salvaguardia sono beni indisponibili. La corruzione e l’egoismo individualistico ne ostacolano il rispetto. Il controllo democratico dei cittadini sul potere politico si esercita anche attraverso l’informazione corretta e puntuale della stampa sulla tutela ed i rischi che corre l’ambiente .

“Gli amministratori pubblici, gli imprenditori, chiunque abbia poteri rilevanti è chiamato a operare in modo trasparente e responsabile”. I singoli cittadini - proseguono i giornalisti dell’UCSI - devono maturare la consapevolezza che ogni nostra azione ambientale avrà conseguenze sul futuro dei nostri figli. Noi giornalisti proviamo dunque a fare un esame di coscienza. Sappiamo svolgere il nostro ruolo di “cani da guardia” nella società civile? Ci limitiamo a rincorrere la cronaca, o facciamo un giornalismo di inchiesta, di investigazione, sui fenomeni che riguardano la vita di tutti? Di fronte ai fiumi che non si puliscono, ai ponti mal costruiti, alle costruzioni erette dove non dovrebbero esserci, raccontiamo o stiamo zitti? O piuttosto siamo portati a scaricare le responsabilità delle carenze informative sui nostri editori? Siamo convincenti nel mostrare modelli virtuosi di comportamenti pubblici e privati, o piuttosto consideriamo ogni doverosa attenzione educativa come estranea alla nostra missione professionale? Se i cittadini non controllano il potere politico – nazionale, regionale e comunale – neppure è possibile un contrasto dei danni ambientali. E come può esercitarsi questo potere dei cittadini in assenza di una informazione corretta? Come si può realizzare un dibattito ampio e approfondito sulle analisi di impatto ambientale dei nuovi progetti, non alterate da tentativi di corruzione o di pressioni indebite, in assenza di meccanismi trasparenti di informazione pubblica professionalmente certificata? Per realizzare politiche condivise, occorre che tutti siano adeguatamente informati nella prospettiva del bene comune. Per diffondere la nuova cultura ecologica – prosegue – i giornalisti devono approfondire le proprie competenze con un approccio interdisciplinare, e promuovere alleanze responsabili con chi analizza fenomeni complessi e fornisce interpretazioni e previsioni.

La professione giornalistica avrà un futuro solo attraverso la riscoperta della sua utilità sociale e della capacità di sollecitare rispettosamente le coscienze dei lettori sui temi dell’ambiente.

I giornalisti devono maturare questa consapevolezza, impegnarsi a fondo reinventando il proprio ruolo al servizio delle comunità, e imparare a far buon uso di tutti gli strumenti che le nuove tecnologie mettono a loro disposizione, che consentono di costruire con i propri lettori/spettatori un rapporto nuovo basato sulla fiducia e la credibilità. La tutela dell’ambiente è un tema privilegiato in questo percorso. Noi giornalisti -conclude la nota dell’Ucsi - vogliamo dichiarare il nostro forte impegno a approfondire e realizzare questi obbiettivi nelle nostre scelte professionali, anche attraverso nuove iniziative di formazione, e ci impegniamo a fondo perché i nostri editori maturino le nostre stesse convinzioni: il futuro della informazione professionale sta nella sua utilità sociale e, in ultima analisi, nell’esercizio concreto e responsabile di una “mediaetica”, e non nella ulteriore esaltazione di modelli consumistici già ampiamente diffusi nelle pratiche della comunicazione.

Proposta di dichiarare la “Carta di Olbia” Documento deontologico su Informazione e Tutela Ambientale.

Come operatori dell’informazione e direttori di testate giornalistiche - chi scrive aderisce all’UCSI di Viterbo è direttore responsabile della rivista “Il Centro Italia” e vice direttore del quotidiano “www.newtuscia.it” – non possiamo che farci convinti promotori di questa dichiarazione, calandola concretamente nella nostra professione di tutti i giorni, proponendo di sottoporla all’approvazione degli organi deliberativi dell’Ordine dei Giornalisti, come Carta deontologica dei giornalisti italiani in materia di tutela ambientale. Da parte nostra proponiamo che la “Carta di Olbia” diventi Documento deontologico dei giornalisti italiani in materia di Informazione e Tutela Ambientale. Lo dobbiamo, come obbligo morale e professionale prioritario, per contribuire a creare una coscienza collettiva della “difesa preventiva” della Casa Comune.

STEFANO STEFANINI     23/05/2017

L'OSSERVATORIO POLITICO

EUROPA COMPIE 60 ANNI

Ad Orte le conclusioni del Convegno sui 60 anni d’Europa: dare nuovo slancio al sociale e ai territori regionali, dopo l’elezione del presidente Macron in Francia, anche con un nuovo rapporto con i migranti e il Continente Africa.

Potrà salvarsi e rilanciarsi solo un’Europa che curi i bisogni reali dei suoi cittadini, primi tra tutti: lavoro, formazione, socialità e cultura, superando le grigie politiche di bilancio delle burocrazie e della finanza, in dialogo con il continente africano, scambiando tecnologie e materie prime, approfondendo le reciproche radici culturali, regolando i flussi migratori, tutelando la sicurezza di residenti e l’accoglienza “dignitosa e laboriosa” per i richiedenti asilo e profughi, curando anche lo scambio e la conoscenza culturale tra i popoli. Anche dopo l’auspicata elezione a Presidente della Repubblica francese di Emmanuel Macron, l’Europa dovrà orientarsi a politiche sociali più sensibili al lavoro, alla socialità, non tralasciando l’ipotesi di sviluppo e crescita dei Paesi membri a due velocità.

Dare nuovo slancio alle politiche sociali ed ai territori, perseguendo anche con un nuovo rapporto con i migranti e il Contìnente Africa, come sostenuto a più riprese dagli interventi dell’Associazione P’Orte Aperte .

Queste le conclusioni del Convegno promosso dall’Associazione P’Orte Aperte, in collaborazione con il Comune di Orte, sul tema “Europa e Prospettive” con la presentazione del libro “ La dimensione sociale dell’Europa dal Trattato di Roma del 1957 ad oggi” .

Il libro “ La dimensione sociale dell’Europa dal Trattato di Roma del 1957 ad oggi” presentato e distribuito ai presenti, in particolare ai giovani alunni dell’Istituto d’Istruzione Superiore di Orte con la presenza di due docenti, è stato pubblicato dall’Istituto Studi Politici San Pio V in collaborazione con il Centro Studi e Ricerche IDOS per commemorare il 60 anniversario del Trattato istitutivo di Roma del 1957 della Comunità Economica Europea, con particolare riferimento alla dimensione sociale dell’Europa e come tentativo di riavvicinare l’Europa agli Cittadini Europei.

Il testo si articola in tre grandi capitoli tematici:

1. Aspetti storici e istituzionali, con i trattati, le tappe dell’allargamento, l’evoluzione dell’istituto della libera circolazione di persone e delle merci,

2. La seconda parte tratta delle dimensioni e prospettive sociali europee dell’attualità politica, comunitaria e internazionale, come il ruolo della Corte di Giustizia Europea , il pluralismo religioso, le politiche per l’imprenditoria ed il lavoro, la mobilità studentesca e la politica culturale, la situazione demografica europea nel contesto mondiale, la ricerca scientifica, le politiche di coesione territoriale, la dimensione internazionale dell’Europa in relazione alle crisi umanitarie, all’Africa ed alle aspettative della diaspora originaria di questo continente.

3. Il terzo capitolo del libro delinea i tratti dei protagonisti dell’integrazione europea, dai fondatori Alcide De Gasperi, Konrad Adenauer, Robert Schuman e Altiero Spinelli, sino a Jaques Delors e Romano Prodi ed il loro ruolo propulsivo esercitato come presidenti della Commissione Europea .

Il convegno si è svolto presso la sala delle Bandiere di Palazzo Nuzzi alla presenza di un nutrito pubblico , con rappresentanze di varie associazioni cittadine e provinciali, oltre che di rappresentanti delle popolazioni presenti ad Orte ed in provincia di Viterbo. Nel saluto introduttivo del sindaco di Orte, Angelo Giuliani, ha fatto riferimento alla dimensione europea dei Valori da riscoprire e ha descritto la situazione dei circa mille ospiti di varie nazionalità nella città di Orte. Hanno fatto seguito l’interventi del dott. Benedetto Coccia dell’Istituto di Studi Politici San Pio V, su “Nascita ed evoluzione dell’Europa Unita” ed il dott. Franco Pittau, del Centro Studi e Ricerche IDOS, che ha approfondito il tema “L’immigrazione nel contesto dell’Unione Europea”.

Su sollecitazione espressa di chi scrive, nel suo ruolo di moderatore, Essane Clarisse Niagne, presidente dell’Associazione P’Orte Aperte, mediatrice culturale e promotrice del Convegno, ha trattato con particolare partecipazione e realismo il tema “Proposte della Diaspora Africana”, proponendo un rilancio del ruolo all’interno dell’Unione e nel quadro internazionale, dell’Europa, anche con la valorizzazione dell’apporto dei migranti regolarmente operanti come lavoratori nei singoli aesi, nel rispetto delle specificità di ogni singola etnia.

Le conclusioni del Convegno sono state delineate con un intervento articolato e realistico dalla prof. Rachele Schettini, presidente di “Europa 2010”, che ha individuato per i Cittadini e, soprattutto per le Istituzioni dell’Unione l’obiettivo di riappropriarsi di una rinnovata apertura e credito al futuro e di fiducia nell’integrazione europea che l’Italia, come nazione fondatrice dell’Europa Unita, può conferire ad un nuovo corso delle politiche comuni di 28, anche a due diverse velocità di sviluppo e integrazione.

Lo spirito degli interventi degli studiosi ed, in particolare, in riferimento alle domande rivolte dai presenti , a proposito del ruolo dell’Europa nell’attuale contesto internazionale, possono riassumersi secondo noi negli intendimenti espressi con lungimiranza a Roma il 29 luglio 1947, dal prof. Luigi Einaudi, a pochi mesi dalla sua elezione a presidente della Repubblica, preannunciando il suo voto favorevole al Trattato di pace:

"Invano gli Stati sovrani elevavano intorno a sé alte barriere doganali per mantenere la propria autosufficienza economica. Le barriere giovavano soltanto ad impoverire i popoli, a inferocirli gli uni contro gli altri, a far parlare a ognuno di essi uno strano incomprensibile linguaggio di spazio vitale, di necessità geopolitiche, e a far a ognuno di essi pronunciare esclusive scomuniche contro gli immigrati stranieri, quasi il restringersi feroce di un popolo in se stesso potesse, invece di miseria e malcontento, creare ricchezza e potenza".

Il progetto degli Stati Uniti d'Europa, come emergono nell’idea di Altiero Spinelli, nel suo manifesto Europeista di Ventotene : "non basta predicarli. Quel che importa è che i Parlamenti di questi minuscoli Stati i quali compongono la divisa Europa, rinuncino a una parte della loro sovranità a favore di un Parlamento nel quale siano rappresentati, in una Camera elettiva, direttamente i popoli europei nella loro unità, senza distinzione tra Stato e Stato e in proporzione al numero degli abitanti e nella camera degli Stati siano rappresentati, a parità di numero, i singoli Stati".

Ricordiamo che il Convegno è stato preceduto alle ore 16 da un’apprezzatissima visita guidata ad Orte Sotterranea, a cura dell’Ufficio Turistico e dell’Associazione Veramente Orte, ai Musei della città .

STEFANO STEFANINI     21/05/2016

S A T I R A

MONNEZZA CAPITOLINA

Da notizie diffuse dal Colle Campidoglio, sembra che la puzza di monnezza che si diffonde da qualche tempo in Roma non sia causata dal cavallo di Marco Aurelio...

OctoPus-OP     24/05/2017

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